Ekaterina-Buscemi. Fotografie.

Di fronte a me una giovane ragazza dai capelli biondo ramato e il sorriso che conquista condivide con me una tisana calda e una brioche al cioccolato; sullo sfondo un banco di ‘Federiche Pellegrini’ si dilettano nelle vasche in Via Prione. Se sono tutte così le interviste allora il giornalismo è parecchio sottovalutato. Il suo nome è Caterina Buscemi, ma nell’ambiente della fotografia spezzina è conosciuta con il nome d’arte Ekaterina;

E- “Diciamo che la fotografia non è attualmente il mio mestiere, ma è più una passione (…) Io lavoro solamente su commissione e quando mi gira faccio dei progetti fotografici. I soldi vengono chiaramente in secondo piano, prima di tutto ci sono io e quella che chiamo, [ci pensa, ndr ] non “arte”, diciamo una concezione visiva. E’ un modo di vedere, il mio punto di vista.”

Io- Nel tuo percorso artistico da fotografa qual è il tuo soggetto preferito?

E – “Ho iniziato a fotografare le cose piccole, i classici piccioni che volano, i bambini che ridono, che cadono. Poi mi sono innamorata dello sport, quindi ho continuato con i soggetti sportivi, poi con la moda, con le persone. In questo ambito preferisco di gran lunga soggetti maschili, non vogliono selfie, non si truccano, non si vogliono rivedere, sono meno “capricciosi”.”

Io- Alla mostra fotografica al Camec alla quale hai partecipato era presente anche il Comune nella persona del Sindaco, quindi un evento di alto profilo! Ci puoi parlare di questa esperienza?

E-“ Inizialmente non ci credevo! Pensavo fosse una missione un po’ impossibile! Dovevo fotografare tre artisti e di loro dovevo immortalare lo studio, il ritratto e una loro opera. Partendo dal presupposto che non sono stata io a scegliere loro (è stato il Comune a farlo per me) quando li ho conosciuti è stata una cosa incredibile, non pensavo ci fossero artisti a un tale livello qui! E vedere i miei lavori esposti al Camec è stato un onore! Si, a vent’ anni al Camec mi fa onore!”

Io – Una gran bella tappa insomma nel campo della fotografia, ma tu hai anche altri interessi! Ce ne puoi dire qualcuno?

E- “Mi piace tanto anche scrivere, mi piace posare, e ogni tanto mi piace anche disegnare! (…) Ce la metto tutta! Ho lavorato per delle riviste all’estero, in Canada, per delle agenzie di moda a Milano…”

Io – Tanta roba! E’ facile per una persona di Spezia emergere nel campo della fotografia? C’è qualche consiglio che vorresti dare?

E- “Secondo me per emergere bisogna colpire i punti fondamentali. Noi abbiamo il mare, un porto, le Forze Armate, che possono essere la Marina Militare, e la storia. Di certo a Spezia non puoi aprire un’agenzia di moda (…) non puoi perché Spezia è troppo piccola, non è confinante con niente. Bisogna avere le giuste conoscenze e bisogna sapersi buttare, specialmente a Spezia, perché qui non ti aiuta nessuno, già nelle grandi città qualcuno più altruista lo trovi, qui a Spezia è un Fai Da Te.”

Io- C’è qualche fotografo alla quale ti sei ispirata?

E – “In quanto artista – ma io non faccio assolutamente il suo genere – stimo Jacopo Benassi. Mi piace la sua arte perché è esplicita, non si confonde, è anticonformista ed è una persona assolutamente  vera, come le sue foto”.

Io- Lo conosci?

E – “Assolutamente! Lo seguo molto e seguo molto i suoi lavori! Ed è grazie a lui che sono riuscita ad emergere sia dentro che fuori Spezia.”

Io – Ok, concludiamo parlando dei tuoi numerosi iscritti sul tuo blog di Facebook. Quanto ti è stato d’aiuto il supporto multimediale dei tuoi followers?

E – “Mi hanno aiutato tantissimo, a dire il vero. Perché è vero che ci sono persone che vengono, danno un’occhiata e se ne vanno, ma tante persone mi stimano veramente e questo mi ha fatto particolarmente onore! Persone che ogni giorno mi guardano e mi stimolano, mi spronano, mi criticano e mi fanno i complimenti. Poi comunque è un social, è un attimo che la voce giri.”

Per chi fosse interessato la mostra che contiene i lavori di EKaterina è “Mettiamoci La Faccia”, esposizione aperta fino al 21 Febbraio al Camec.

E ricordate di dare anche voi il vostro supporto mediatico sulla pagina di Facebook  https://www.facebook.com/Ekaterina-Buscemi-Photography-110857645660970/?fref=ts

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Il Libraio sconosciuto a La Spezia: Salvatore Viscuso, chiede a Ettore Cozzani.

Fondo-profondoQuasi nessuno sa che, a La Spezia, esiste uno Studio Bibliografico con oltre 40000 libri di ogni epoca e prezzo. Scusateci, ci spieghiamo subito: per “Studio Bibliografico”, intendiamo una Libreria Antiquaria e dell’usato, che non riesce a trovare un negozio su strada…e quindi, lavora in un grande fondo aperto su appuntamento o virtualmente, sul proprio sito. Il proprietario è Salvatore Viscuso, un libraio che soffre di bibliomania acuta. E’ un tale conoscitore di libri che è diventato Perito del Tribunale di La Spezia. Forse lo avrete già visto al Cercantico con la sua barba, baffi e occhiali.  Abbiamo (Salvatore e Maria, la moglie) solo 40000 libri di ogni epoca, autore e pregio. Circa 3000 stampe d’epoca, centinaia di disegni, litografie, quadri e un mondo di collezionismo cartaceo.
A noi dispiace moltissimo di non riuscire a trovare il modo di condividere questo patrimonio di storia (storia reale, soprattutto nei casi dei manoscritti, che resistono ai secoli come testimoni fedeli), di cultura, d’umanità, di bellezza e di arricchimento interiore. Questa discrasia non può dipendere dai nostri prezzi, perché partono da 1 solo Euro e offriamo la possibilità di leggere tutti i classici ad appena 3 Euro, immaginiamo quindi che forse sia dovuto alle false Fondo-profondo-001leggende che aleggiano sui librai antiquari. Salvatore adora parlare di libri, della loro storia, della qualità dei testi che venivano pubblicati (al contrario di oggi), del valore che ben presto assumeranno grazie all’imperversare del digitale e di tutte le storie, leggende e traversie che accompagnano i libri; un tempo considerati anche come strumenti di potere, perché contenenti la conoscenza. Oggi, gran parte di tutto l’inestimabile patrimonio librario rischia di andare perduto per sempre. Ma come, mormorerà qualcuno… Ebbene, è proprio così! Appena un terzo di ciò che è stato scritto nei secoli è stato digitalizzato e, siccome è un processo costoso, saranno i finanziatori a scegliere cosa immettere in rete… Ennesimo colpo mortale all’esangue parvenza di democrazia rimastaci. Abbiamo provato a tenere conferenze, ad organizzare il sabato del Bibliofilo, ad invitare poeti locali nel nostro grande fondo ad Arcola, a proporre un gruppo di lettura e Maria ha persino scritto un giallo inedito incentrato sul più misterioso manoscritto della storia, ma siccome ogni manifestazione è andata puntualmente deserta, ci chiediamo come il grande Ettore Cozzani riuscì a  fondare la splendida e innovativa rivista: L’Eroica, a La Spezia.

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Come gli fu possibile far giungere sin qui, attraverso il passo del Bracco nel 1912, artisti di assoluta levatura; di organizzare, addirittura, una mostra internazionale di xilografia, i cui cataloghi sono conservati nei musei. Cozzani fondò anche una casa editrice che, in tempo di guerra dovette trasferire a Milano, ma che disgraziatamente venne ugualmente bombardata. Nel nostro studio, qualche libro edito dal buon Ettore lo si trova…Cari lettori, diteci voi cosa possa essere di vostro interesse. Proponeteci le vostre idee ed esigenze: saremo lieti di rispondervi. Per info e contatti: www.libriusatirari.com

2klab. Andrea Tiberti e Andrea Caruso.

Siamo in tre in un bar molto dandy, seduti al tavolo, all’angolo come pugili professionisti.

Al lato destro un titubante scribacchino che prova a far funzionare il suo registratore vocale, al lato destro due professori poco più che ventenni di Web Design, che condividono lo stesso nome, Andrea Tiberti e Andrea Caruso.

Il loro obiettivo finale è quello di cambiare Spezia formando dei ragazzi che facciano bene il loro lavoro e creare un futuro certo e stabile per i giovani.

Io sono giovane e voglio dar loro una mano in questo! Veniamoci incontro!

Ac – “Siamo partiti un paio di anni fa, abbiamo deciso di tirare su un’accademia che fosse un po’ diversa da quelle locali. Innanzitutto è un ambito che è continuamente in crescita, quello del web, della comunicazione; la nostra scuola è anche l’unica nel territorio ligure, a meno che non si vada a Firenze per frequentare un istituto del genere (e che comunque non è avanzato come il nostro)”

At – “Diciamo che l’idea principale è stata quella di aprire un’accademia privata per poter portare effettivamente nel territorio una formazione che ancora non era presente, per cercare di agevolare il più possibile tutti gli studenti, i ragazzi o i lavoratori che sono interessati a questo mondo in crescita”

Io – Quali sono i corsi nello specifico che avete aperto?

Ac – “Abbiamo il corso principale, che è quello attivo da due anni, e che è quello che ci ha portato più persone, ovviamente, ovvero il corso di Web Design e Comunicazione. Ma la novità più importante, che pubblicamente e ufficialmente per la prima volta comunichiamo a te, è il nuovo corso di Fotografia Professionale! Sarà sempre un corso biennale, sarà sempre focalizzato sul lavoro, e il cui scopo sarà sempre formare professionisti nella maniera più seria possibile.”

At – Noi abbiamo creato all’interno della nostra Accademia un mood  vero e proprio da seguire, che è quello del ‘voglio iniziare a lavorare’, e non ‘voglio studiare’! E lavorare con l’obiettivo della formazione secondo me è una delle cose più belle e utili che ci possano essere”

Io – Com’è stata la risposta dei ragazzi di Spezia?

Ac –“Per fartela breve, facciamo parlare i numeri: il primo anno abbiamo riempito una classe di dieci persone, mentre il secondo anno abbiamo triplicato le presenze.”

At – “Quindi una risposta ottima! Cerchiamo sempre di puntare ad un eventuale espansione, di raggiungere più scuole possibili dove fare orientamento in modo da poter diffondere e promuovere la nostra Accademia.”

Io – Qual è stata la vostra più grande soddisfazione da quando  avete iniziato?

Ac- “La più grande soddisfazione è stata la prima classe che abbiamo visto, cioè constatare che funziona e che i ragazzi lavorano.”

At – “Diciamo che abbiamo un’etica un pochino diversa da quella di molte altre accademie, ovvero è proprio basata sul lavoro. Noi puntiamo a creare dei giovani lavoratori e non dei giovani studenti. Abbiamo un programma innovativo, totalmente incentrato per riuscire a far lavorare una persona inesperta dopo pochi mesi, partendo ovviamente dalle basi e vediamo che questo funziona perfettamente con i nostri alunni, e quindi questa è attualmente la nostra più grande soddisfazione!”

Io – E invece avete incontrato delle difficoltà? In generale o anche a livello amministrativo?

[Mentre faccio la domanda entrambi si guardano, come chi ha affrontato una tempesta e vorrebbe sfogarsi, ma non sa se può]

Ac – “Vediamo un po’ cosa riusciamo a tirare fuori tra tutti e due [ride]. A me la prima cosa che viene in mente è che abbiamo sempre incontrato persone a livello appunto amministrativo, che ci hanno dato sempre l’impressione di volerci aiutare, però in realtà non è mai successo, abbiamo sempre fatto tutto da soli.”

At – “A livello amministrativo abbiamo avuto qualche difficoltà, sia dall’esordio, che all’inizio di ognuno dei due anni per riuscire a organizzare aule ed il corso vero e proprio. Però c’è anche da dire che un paio di persone che ci hanno aiutato davvero le abbiamo trovate, Non a livello amministrativo chiaramente, ma generalmente a livello più burocratico. Abbiamo una partnership attiva con il Liceo Artistico [Cardarelli, ndr] in un rapporto di scambio di servizi e donazioni”.

Io – Venite entrambi da una formazione artistica. Vi sentite di consigliare ai giovanissimi questo percorso?

Ac – “Di base si può dire che quello che noi consigliamo in generale ai ragazzi è di seguire le loro attitudini. Siamo un po’ controcorrente, quasi tutti dicono ‘bisogna accontentarsi in questo periodo’, però noi non siamo d’accordo, perché  sosteniamo, come abbiamo dimostrato attraverso i nostri ragazzi, che quello che uno vuole fare lo può fare, e ciò che fa la differenza non è il mondo che c’è intorno ma sei TU”

At – “Se noi non la pensassimo così non avremmo aperto, e non saremmo tutti i giorni a martellare per mantenerlo in piedi, quindi semplicemente quello che possiamo dire ai ragazzi è: informatevi su com’è effettivamente il mondo al di fuori della formazione, e in base a quello cercate di scegliere la strada giusta per voi. Chiaramente noi abbiamo aperto qui un corso professionale di due anni per quanto riguarda il mondo dell’innovazione (a prescindere da che tipo di innovazione) proprio per agevolare gli studenti che vogliono intraprendere questa percorso restando il più vicino possibile a casa”

Per maggiori informazioni o se vi interessa seguire il corso di 2kLab visitate il sito http://www.2klab.it/

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