Nimpharum domus

Un nome affascinante per una delle tante acquee sotterranee del Golfo. Nimpharum domus, casa delle ninfe, così come ricorda l’iscrizione marmorea di eco romana in caratteri capitali, probabilmente di epoca tardo-umanistica. La fonte, una delle tante che caratterizzano il territorio del nostro golfo, alle quali spesso sono attribuite proprietà taumaturgiche, scaturisce da una grotta presso la Foce, non lontano da un’altra sorgente, detta Bocca Lupara. Il luogo, ancora oggi affascinante, benché in completo abbandono, doveva certamente, nei secoli passati, provocare una grande suggestione, tale da far supporre ad alcuni commentatori dell’Eneide, che al golfo della Spezia, e non alle coste libiche, facesse riferimento Virgilio nell’Eneide, là dove parla di un “nimpharum domus”, di un luogo delle ninfe, nel quale sarebrbe approdato, dopo la tempesta scatenatagli contro dall’irata Giunone. Enea.
Una magia che il luogo ormai a stento riesce a far rivivere ma che pochi appropriati interventi ambientali potrebbero ricreare. E’ auspicabile dunque che, dopo la riapertura della grotta della Madonna, il Comune dei La Spezia, si interessi anche di questa cavità con risorgente, situata in località la Chiappa, ai piedi dei primi tornanti dell’Aurelia, la strada che porta alla Foce. I1 cunicolo che si apre nel calcare cavernoso, largo 4 metri e alto 2 m, si inoltra per oltre 44m nella montagna ed è percorso perennemente da un ruscello. Vicinissimo alla Nimpharum Domus ma a quota più alta si trova Bocea Lupara, anch’essa sede di un corso d’acqua che la percorre nella sua massima lunghezza.

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