Le colonne di marmo a La Spezia

Curiosità spezzine. Nei giardini pubblici presso il Boschetto, lato via Cadorna, è presente una colonna in marmo bianco.

Le colonne poste inizialmente erano due ma una è’ stata recentemente posizionata nei pressi di Piazza Beverini in ricordo della colonna di San Rocco.

Queste colonne testimoniano un religioso passato.

Inizialmente vennero collocate nel 1584 nei pressi dell’antica chiesa della Scorza (in seguito demolita per l’apertura della strada per Genova) in omaggio alla Madonna che aveva protetto la città dall’epidemia di peste che aveva funestato la Liguria.

Una colonna venne innalzata dalla comunità spezzina mentre l’altra venne innalzata dal nobile Gaspare Biassa.

Sui capitelli vennero incise le seguenti iscrizioni: ” Comunitas Spediae” e ” MDLXXVIII Gaspare Biassa”.

Nel 1825 vennero rimosse e trasportate all’ingresso dei giardini pubblici, in seguito vennero recuperate nel 1906 dalla Fabbriceria della Parrocchia della Scorza e trasportate nel Museo civico.

giardini pubblici

Toboga

Curiosità spezzine. Nel 1935 venne realizzato all’interno dello stabilimento balneare Helios una specie di montagna russa, chiamata “Toboga”.

Era costruita tramite dei tralicci in ferro.

Da un lato si saliva sulla sommità con un’apposito carrello dalla capienza di 4 persone avente esternamente delle ruote che servivano per spingerlo su un nastro trasportatore.

All’altezza di 25 metri vi era una piazzola con due rotaie molto ripide che andavano a finire in mare.

Su di esse veniva sistemato il carrello che scendendo da 25 metri acquistava sempre più velocità accompagnato dalle “grida” degli occupanti.

Il Teatro delle Varietà

Curiosità spezzine. Spezia ebbe in passato molti teatri, tra cui uno costruito interamente in legno.

Mi riferisco al Teatro delle Varietà, realizzato nella prima metà dell’Ottocento su Via Duca di Genova (attuale via Rosselli)

Venne abbattuto per due volte e ogni volta ricostruito l’ultima volta in Via Rattazzi sempre con legname e tela.

Sul suo palcoscenico venivano svolti spettacoli di vario genere richiamando sempre molti spezzini.

Debutto’ su questo palco la grande attrice Eleonora Duse nel 1879 quando aveva appena 20 anni.

Nella guida del Cerini e’ descritto come:” un piccolo teatro in legno posto in via Rattazzi”.

Particolare curioso che viene tramandato dai “vecchi spezzini” che interesso’ proprio questo piccolo teatro riguarda la traviata di Giuseppe Verdi.

La “prima” di quest’opera si svolse al teatro della Fenice di Venezia nel 1853 ma venne fischiata sonoramente.

Agli organizzatori Occorreva quindi una nuova cittadina che potesse accettare l’audacia di quel melodramma; venne scelta Spezia e il teatro della Varietà. Fu un successo.

Il piccolo teatro Venne demolito definitivamente nel 1885.

teatro varieta

27 Aprile 1930. I principi del Piemonte, Umberto e Maria Jose’ a La Spezia

Curiosità spezzine. Il 27 Aprile 1930 giunsero nella nostra città i principi del Piemonte, Umberto e Maria Jose’ che si erano sposati nel gennaio dello stesso anno.

I Principi venero alla Spezia in occasione del varo, presso i cantieri Muggiano, dell’incrociatore “Zara”.

Per tale avvenimento venne realizzato alla fine di Corso Cavour un imponente arco di trionfo ricoperto con rampicanti con la scritta costituita da fiori inneggiante ai reali ospiti, mentre il resto delle strade cittadine vennero imbandierate ed addobbate a festa.

Durante il varo dell’incrociatore “Zara” la tradizionale bottiglia di champagne si rilevo’ molto resistente, infatti ci vollero ben tre tentativi affinché lo champagne potesse accompagnare in mare la nave.

savoia

“Santuario della Madonna della Neve” di Agostino Fossati

Curiosità spezzine. Tutti noi conosciamo il dipinto denominato “Santuario della Madonna della Neve” del grande pittore spezzino Agostino Fossati.

Ora vedremo di analizzarlo meglio.

La parte centrale del dipinto e’ occupata dal torrente Lagora che divide in due parti tutta l’opera.

Sulla destra troviamo il lato absidale della Chiesa della Madonna della Neve con addossate alcune piccole case.

Sulla sinistra troviamo invece l’argine in pietra con gli olivi che secondo la tradizione fiorivano il giorno della festa, e precisamente il 5 agosto di ogni anno.

Sullo sfondo verso destra si eleva in lontananza ilCastello San Giorgio.

Il paesaggio, molto pacato, e’ ravvivato dalla presenza di un gruppetto di lavandaie di cui una in primo piano e’ intenta a lisciare i panni su una pietra all’interno della corrente della Lagora.

L’unico Tocco di colore e’ costituito proprio dal panno rosso che la lavandaia sta lavando.

Questa macchia e’ l’unica nota di colore “forte” nella tranquillità del dipinto.

Il messaggio che l’autore del dipinto voleva trasmettere e’ legato all’epidemia di colera che colpì la città nel 1884. Infatti questo modo di lavare gli indumenti facilito’ la diffusione dei mortali bacilli.

Tutte le opere del Fossati sono importantissime perché ci permettono di conoscere e di rivivere la città di una volta. Le sue opere sono come delle fotografie della vecchia Spezia.

santuario neve

La piazza del mercato

Curiosità spezzine. Nel 1880 risultavano già costruite le due tettoie in stile Liberty nel settore verso mare di piazza del mercato intitolata a Cavour.

La copertura delle due tettoie era a padiglione, con falde a due livelli in modo che la parte di tetto, terminante a colmo, più elevata rispetto al settore verso le grondaie, lasciasse passare aria e luce.

I due frontali riportavano lo stemma del Comune in bella vista.

La tettoia “aperta” in stile Liberty lato cinema Cozzani ospitava i banchi di tessuti, camiceria, laneria, tessuti, etc….. Intorno al 1920 tale tettoia venne tamponata con pannelli pubblicitari come protezione dal sole, dalla pioggia e dal vento..

La tettoia situata nella parte opposta ospitava invece i banchi di genere commestibili, (salumi, formaggi, pane, Pasta) e di macelleria ( carni fresche e pollame ancora vivo).

Le due zone della piazza prive di tettoie ospitavano banchi che venivano coperti con tendaggi per la vendita di frutta e verdura. La maggior parte delle attività di vendita era esercitata da donne.

Erano presenti anche delle “coltivatrici dirette” che vendevano senza banchi, con le ceste posizionate direttamente per terra. Queste ultime erano conosciute come “sarzanine” in quanto provenienti per la maggior parte da Sarzana.

Intorno agli anni 1920 venne realizzato in sotterraneo, nella parte della piazza verso il cinema Cozzani, l’Albergo diurno, attrezzato per i servizi igienici dei commercianti e per i cittadini.

Durante la seconda guerra mondiale piazza del mercato, come tutta la città’ venne duramente colpita dai bombardamenti.

La tettoia che ospitava i generi alimentari venne completamente distrutta mentre quella verso il cinema Cozzani non subì particolari danni e resto’ in servizio sino al 1969.

Nel 1969 iniziarono i lavori per la costruzione della nuova piazza che prevedeva la copertura totale della piazza con pensiline metalliche di contorno a sbalzo.

I lavori terminano nel 1971 e la copertura della piazza rimase in sito fino al 2002 quando venne sostituita con l attuale nuova struttura inaugurata nell’agosto del 2005.