1348 realizzazione della chiesa di San Michele Arcangelo a Pegazzano

Curiosità spezzine. La chiesa di San Michele Arcangelo a Pegazzano venne realizzata nel 1348 presumibilmente partendo da un edificio preesistente.

Nel XV secolo la zona venne abbandonata per una grave epidemia e torno’ ad essere abitata solo nella seconda metà del XVI secolo.

Nel 600′ vengono realizzati alcuni interventi strutturali che la portarono ad avere L aspetto architettonico attuale.

Don Giovanni Battista Calcagno, che fu parroco dal 1915 al 1946, intraprese molti lavori di ristrutturazione.

Nel 1929 venne realizzata L ultima decorazione pittorica di cui oggi si può ancora vedere in parte la sua bellezza.

1262 inizio costruzione del castello San Giorgio

Curiosità spezzine. La costruzione del castello San Giorgio venne iniziata nel 1262 da Nicolo’ Fieschi partendo da un insediamento altomedievale.

Nel 1273 la nostra città e il castello vennero distrutti da Oberto D’Oria.

Nel 1343 il castello San Giorgio venne ricostruito mentre nel 1603 venne interamente ristrutturato.

Più in alto si ergeva la Bastia, nella foto si trova in alto a destra, un trecentesco torrione dodecagonale di 10 metri d’altezza ricordato anche come Bastione di Santa Caterina.

Questo caposaldo venne abbattuto nel 1886.

Nel luogo in cui dominava la città ha ora sede il polo universitario Guglielmo Marconi.

Ancora oggi si possono vedere i resti dell’antico bastione.

Questo Santuario è sorto per la devozione del popolo della Spezia

Curiosità spezzine. Attorno alla metà del ‘500, il canale Lagora, in seguito a piogge abbondanti straripò distruggendo completamente la casa di uno spezzino situata tra il canale e Porta Biassa.

L’unico oggetto che si salvò era un dipinto, collocato su una tavoletta di legno, che rappresentava la Beatissima Vergine.

Certi di essere in presenza di un miracolo gli spezzini vollero edificare, in ricordo di quell’ avvenimento, una cappella dedicata alla Nostra Signora della Lagora, così chiamata perchè sorgeva sulle rive di quel canale in uno spiazzo circondato da ulivi, piu’ o meno dove si apre oggi Porta Sprugola in Arsenale.

Sulla facciata della chiesa era riportata la seguente iscrizione: “Questo Santuario è sorto per la devozione del popolo della Spezia” (settembre 1595).

Nel 1785 il piccolo Santuario modificò il suo originario aspetto, assumendo una conformazione più complessa.

Il titolo di N.S. della Lagora fu trasformato in quello di “N.S. della Neve” perché se ne celebrava la festa il 5 agosto, come nella Basilica romana di S.M.Maggiore.

Secondo la leggenda, confermata dal nostro Mazzini, tutti gli anni per il 5 agosto le piante di olivo, nei pressi della chiesetta, fiorivano durante la Messa cantata e i fiori bianchi cadevano simili a fiocchetti di neve, ricoprendo di uno strato bianco il terreno circostante.

L’ultima festa sulle rive della Lagora avvenne purtroppo il 5 agOsoto 1864, in quanto la “forza” distruttrice del nascente Arsenale ne prevedeva la distruzione.

L’immagine fu trasferita provvisoriamente nella Chiesa di S.Maria. Qui vi rimase fino alla costruzione della nuova Chiesa, la cui prima pietra fu posta nel 1880.

Fu uno spezzino, il Cavaliere Giuseppe Bruschi, a rendersi interprete del desiderio della cittadinanza, acquistando il terreno dove sarebbe sorta la nuova Chiesa donandolo a Don Bosco in quel tempo in visita alla città.

Su quell’area sarebbero sorti la prima casa salesiana e il ricostruito Santuario della Madonna della Neve.

La prima chiesa che venne costruita non aveva niente a che vedere con l’odierno Santuario, in quanto era un edificio modesto in cui la sacra icona vi venne ricondotta nel luglio del 1881.

Unico particolare degno di nota era la stupenda decorazione marmorea proveniente dall’antica chiesa che venne utilizzata per abbellire l’ingresso principale.

L’attuale santuario della Madonna della N.S. della Neve venne progettato dall’Architetto Ferrari D’Orsara. La costruzione venne portata a termine in tre anni e venne consacrata il 27 aprile 1901 diventando sede parrocchiale il 23 febbraio 1910.

La prodigiosa Immagine venne incoronata solennemente per autorità e nel nome del Papa Pio XII il 9 novembre 1952.

L’antica immagine si trova attualmente collocata in un trono marmoreo sopra l’altare maggiore.

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5 giugno 1955. Balena nel Golfo dei Poeti

Curiosità spezzine. Nella serata del 5 giugno 1955 alcuni ragazzi di Fossamastra videro, all’interno delle acque del cantiere del Golfo, una grossa massa scura che spruzzava un alto zampillo d’acqua e che muovendosi agitava le acque circostanti.

Si trattava di una grossa balena di una lunghezza di circa 15 metri e dal peso di circa 5 tonnellate.

La balena fu oggetto di curiosità per la rarità di essersi trovata in questi mari e tutti i giornali nazionali ne parlarono ampiamente.

Diffusa la notizia affluirono in zona molti curiosi, molti dei quali provenienti da regioni limitrofe.

Dopo la sua morte, rimanendo per alcuni giorni esposta al sole, cominciò ad andare in putrefazione.

Per tale motivo stava diventando un problema igienico-sanitario. Una signora che aveva una fabbrica di sapone e profumi a Parma si rese disponibile di portarla a sue spese nella fabbrica che aveva a Parma.

Venne caricata su un grosso autotreno con destinazione il capoluogo emiliano; gli addetti che la caricarono si dovettero mettere le maschere antigas tanto era in stato di decomposizione.

Però a Parma non arrivò mai in quanto le autorità del luogo, avvisati del carico in putrefazione proveniente dalla Spezia, ordinarono alla signora di seppellire la balena entro poche ore.

Questa venne seppellita all’interno del greto del fiume Taro.

Gigion Abossa

Curiosità spezzine. Una delle figure più caratteristiche e ruspanti della vecchia Spezia, e’ senz’altro quella di Gigion Abossa.

Si chiamava Bruno Bonati ed era originario della zona di piazza Brin. Era soprannominato Gigion perché gli piaceva “gigionare” e abossa perché utilizzava spesso questo termine.

Quando in piazza Brin vi costruirono la fontana, gli spezzini inizialmente, secondo l’usanza della fontana di Trevi, voltando le spalle vi buttavano alcune monetine.

Si racconta che Gigion Abossa non si lasciò sfuggire tanta “abbondanza” e al grido di “largo fanti, a ve fao vede me come se fa” entro’ dentro la vasca della fontana tra gli applausi degli spezzini. Il tanto clamore suscitò l’interesse di alcuni vigili, che velocemente si diressero verso il centro della piazza.

A nulla valsero gli avvisi:” Ocio Gigion, la ghe e gofe”. Arrivati i vigili Gigion continuò con la sua raccolta nonostante i richiami della forza pubblica. Alla fine, dopo molti solleciti, anche un pò irritato rispose :” O semo, te ne vedi ca stò cangiando mile lie?

abossa

Carceri di La Spezia

Curiosità spezzine. In via Colombo, all incrocio con via Sapri nei pressi di piazza Cesare Battisti erano presenti, all’interno delle mura cittadine costruite nel 1371, le vecchie carceri spezzine dette “da Pincetti” demolite nel 1935.

Le carceri prendevano il nome da uno storico custode, si chiamava infatti Pincetti un capitano che amministrava la giustizia in quell’edificio, vigilando sui condannati che vi erano rinchiusi.

Il nome del capitano resto’ nell’immaginario spezzino, tanto che divenne di uso frequente l espressione “andare da Pincetti” al posto di “andare in prigione”.

Storia & Storie di Marco Tarabugi per MadeInLaSpezia.