Il Trasporto delle spoglie di san Terenzio di Luni, l’Assunta e San Venerio che scaccia il drago.

Curiosità spezzine. Sopra i tre portali d’ingresso della chiesa di Santa Maria Assunta sono collocate tre lunette in marmo opera dello scultore Angiolo Del Santo raffiguranti (da sinistra verso destra): il Trasporto delle spoglie di san Terenzio di Luni, l’Assunta e San Venerio che scaccia il drago.

Proprio quest’ultima lunetta raffigurante San Venerio che sconfigge il drago deriva da un’antica leggenda.

Infatti in una grotta sopra punta bianca, ultimo limite orientale del nostro Golfo, era nascosto un enorme drago che seminava il terrore sia in mare che in terra, assalendo le imbarcazioni e devastando i casali.

Una sera il drago catturo’ una ragazza e la porto’ nel suo rifugio.

Il fidanzato della ragazza, disperato, dopo aver chiesto aiuto invano a tutti, si rivolse a San Venerio che abitava in solitudine sul Tino.

Il Santo accettò di aiutare il ragazzo e affronto’ il mostro.

Secondo la leggenda fu uno scontro senza precedenti.

Alla fine ebbe la meglio San Venerio.

Il drago sprofondo’ negli abissi, la ragazza fu salva e sulle rocce dove San Venerio aveva combattuto restarono impresse le orme dei suoi piedi “come se egli fosse stato di fuoco e l’ardore avesse calcinato il Sasso”.

Navarrino Navarrini. L’affresco di via Colombo.

Curiosità spezzine. Se passiamo in Via Colombo dove è presente il Teatro Unione Fraterna potremo osservare che l’atrio d’ingresso del teatro e’ sovrastato da un pregevole affresco del pittore spezzino Navarrino Navarrini nel quale sono rappresentati in chiave allegorica la città della Spezia ed i suoi mestieri.

L’allevamento e la coltivazione dei muscoli a La Spezia

Curiosità spezzine. L’allevamento e la coltivazione dei muscoli alla Spezia risalgono al 1887.

I promotori furono due biologi: il professor Issel e il professor Carazzi il quale affianco’ e appoggio’ il tarantino Albano.

Quest’ultimo giunse alla Spezia nel 1887 portando da Taranto informazioni ed esperienze utili circa L’allevamento dei molluschi.

Dopo la prima guerra mondiale la produzione dei mitili e la sua richiesta aumento’ vistosamente. Per tale motivo vennero realizzati nuovi vivai all’interno e all’esterno della diga foranea, a Portovenere e all isola Palmaria.

La produzione dei muscoli andò sempre aumentando grazie anche all’elevata qualità del prodotto sino al 1973 anno in cui il mercato ebbe una battuta d’arresto.

Infatti a Napoli vennero immessi nel mercato ittico frutti allevati in acque molto inquinate. Per tale motivo il Ministero della Sanità, con la legge n. 192 del 2 maggio 1977, impose L obbligo della depurazione dei mitili tramite la stabulazione, processo di sterilizzazione del frutto in apposite vasche con acqua trattata e filtrata.

Lo stabulario venne costruito a Santa Teresa, luogo ottimale per le caratteristiche dell’acqua ma poco indicato a causa del terreno roccioso. Per tale motivo furono necessarie ingenti opere.

Il muscolo e’ uno dei prodotti tipici spezzini.

Piazzetta De Nobili. Monumento ai Caduti

Curiosità spezzine. Domenica 29 giugno 1928 veniva inaugurato il monumento ai Caduti alla Chiappa nella piazzetta De Nobili.

Opera dello scultore Carlo Fontana La statua è composta di un blocco di marmo monolitico:il soldato a torso nudo,incide sulla roccia con la punta dell’arma la parola “PATRIA”.

Festa della Madonna della Neve. Fioritura delle piante di olivo.

Curiosità spezzine. Il 5 agosto e’ una data particolare in quanto, secondo un’antica leggenda spezzina, confermata anche dallo stesso Mazzini, tutti gli anni per il 5 di agosto, in occasione della Festa della Madonna della Neve, le piante di olivo situate nei pressi della chiesa dedicata alla N. Signora della Neve fiorivano durante la messa e i fiori bianchi cadevano simili a fiocchetti di neve ricoprendo di uno strato bianco il terreno circostante.

Le piante di olivo, attualmente presenti nel sagrato della chiesa, vogliono infatti ricordare gli olivi piantati nei pressi dell’originario santuario del XVI situato sulle sponde della Lagora.

madonna neve

Lavezaa

Curiosità spezzine. Nel 1935 venne demolito l’antico campanile cinquecentesco della chiesa di Santa Maria che ospitava l’antica e celebre campana chiamata dagli spezzini “Lavezaa”.

Quando il suono della campana annunciava mezzogiorno, ogni rumore cessava per incanto; gli uomini si toglievano il cappello mentre le massaie cominciavano a mettere le pentole sul fuoco.

In pratica l’antica campana, chiamata appunto Lavezaa, regolava le abitudini dei nostri avi.

lavezaa